La Crew-12 rientra dopo 237 giorni e la NASA ordina un anno di riabilitazione in una palestra orbitale ricostruita a Houston
Dopo l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico, i quattro astronauti iniziano un programma di recupero fisico che prevede dodici mesi di esercizi in una struttura che replica la Stazione Spaziale Internazionale, con tanto di passeggiate spaziali simulate ogni martedì.
Dopo 237 giorni trascorsi sulla Stazione Spaziale Internazionale, i quattro astronauti della missione Crew-12 sono rientrati sulla Terra con un ammaraggio nell'Oceano Pacifico, ma la NASA ha immediatamente disposto per loro un anno intero di riabilitazione fisica da svolgere in una palestra di Houston costruita per riprodurre, centimetro per centimetro, i moduli orbitali che hanno appena lasciato.
La struttura, battezzata «Modulo Recupero 1», è una copia esatta della Iss: pareti bianche, tubi a vista, e un braccio robotico che ogni martedì mattina solleva gli astronauti e li appoggia fuori dalla porta, in una passeggiata spaziale simulata di due ore. L'astronauta francese Sophie Adenot, che ha battuto il record europeo di permanenza orbitale continuativa, dovrà ripetere l'esercizio per 52 settimane consecutive, con l'obiettivo dichiarato di «riabituare il corpo alla gravità un modulo alla volta».
Il programma prevede anche una dieta identica a quella consumata in orbita, servita in tubetti, e un sistema di sonno che simula il rumore costante dei ventilatori. I medici della NASA hanno spiegato che la perdita di massa ossea e l'atrofia muscolare richiedono un recupero graduale, e che ricreare l'ambiente spaziale a terra è l'unico modo per non traumatizzare ulteriormente l'organismo. «Se li rimettessimo subito in un letto normale, le loro ossa si offenderebbero», ha dichiarato un portavoce.
La NASA ha inoltre annunciato che il comandante Jessica Meir e gli altri tre membri dell'equipaggio saranno trasportati a Houston non in aereo, ma a bordo di un veicolo che procede a passo d'uomo per 2.400 chilometri, così da permettere ai corpi di riadattarsi alla pressione atmosferica un chilometro alla volta. Il rientro definitivo è previsto per l'autunno del prossimo anno.
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