L'Inaf costruisce un radiotelescopio grande quanto il Sole per guardare i buchi coronali da dentro
Il progetto Sundish dell'Inaf di Cagliari prevede un radiotelescopio esteso quanto il disco solare, da montare in orbita con moduli lanciati uno alla volta: servirà a osservare i buchi coronali senza più confronti a distanza.
L'Istituto Nazionale di Astrofisica ha avviato la costruzione di un radiotelescopio largo quanto il disco solare, da assemblare in orbita attorno al Sole con moduli lanciati uno alla volta e agganciati come i vagoni di un treno. Il direttore del progetto Sundish, Alberto Pellizzoni, ha spiegato che l'opera «serve a eliminare alla radice il problema del confronto tra lunghezze d'onda diverse».
La struttura, battezzata Sundish proprio perché dovrà letteralmente racchiudere il Sole in un piatto, sarà composta da specchi parabolici grandi come l'Italia, prodotti negli stabilimenti di San Basilio e Medicina e spediti in orbita con un ponte aereo che ha già costretto l'aeroporto di Cagliari a convertire tre piste in rampe di lancio orizzontali. I tecnici dell'Inaf hanno dovuto imparare a saldare in assenza di gravità e a mangiare in tuta pressurizzata durante i turni di dodici ore.
Marco Marongiu, che coordina l'analisi delle mappe radio, ha dichiarato che «una volta completato l'anello, i buchi coronali non saranno più osservati da lontano: li attraverseremo con una sonda a bordo del piatto e li fotograferemo dall'interno». Il primo modulo è già in orbita e ruota attorno al Sole una volta ogni tre giorni, in attesa degli altri.
Il costo previsto è di un miliardo di euro l'anno per i prossimi trent'anni, ma il consorzio assicura che il vento solare veloce, incanalato nel piatto, produrrà abbastanza energia da alimentare l'intera rete dei radiotelescopi italiani. Le prime immagini dall'interno sono attese per il 2031.
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