L'INAF costruisce un radiotelescopio da 12mila anni luce per guardare dentro il getto di Iras 18293−0941 e scopre che ci sta guardando anche lui
Un team internazionale ha trasformato l'intera Via Lattea in un'unica antenna per osservare il primo microblazar galattico: il getto è così puntuale che gli astronomi hanno dovuto spostare la Terra di tre metri per non finirci dentro.
Un team internazionale guidato da ricercatori spagnoli, olandesi e argentini ha trasformato l'intera Via Lattea in un'unica antenna radio larga centomila anni luce per osservare il primo microblazar galattico, Iras 18293−0941, e ha scoperto che il getto del buco nero è così puntuale da costringere gli astronomi a spostare la Terra di tre metri per non finirci dentro.
L'oggetto, un sistema binario in cui una stella massiccia orbita attorno a un buco nero ogni 11 giorni, 9 ore, 7 minuti e 12 secondi, era già catalogato da decenni ma nessuno lo aveva mai notato perché era nascosto dietro una cortina di polvere interstellare. «Tutto ciò che riguarda Iras 18293−0941 era nascosto in bella vista», ha dichiarato Josep Martí, primo autore dello studio. «Abbiamo dovuto costruire un radiotelescopio grande quanto la galassia per accorgerci che c'era».
Per ottenere la risoluzione necessaria, l'European Vlbi Network ha collegato le antenne di Medicina e Noto, in Italia, con quelle di Hartebeesthoek, Irbene, Jodrell Bank, Onsala, Tianma, Toruń, Westerbork e Yebes, e ha poi chiesto alla stella di restare immobile per undici giorni consecutivi. La stella ha accettato, ma solo dopo che gli è stato garantito che il getto non l'avrebbe colpita.
Il getto opposto, invisibile, è stato individuato grazie a una bolla di cento anni luce che ha perforato una nube molecolare, creando un hotspot così brillante che il radiotelescopio MeerKat ha dovuto abbassare il volume. «È stato questo il momento in cui il risultato è diventato affidabile», ha aggiunto Benito Marcote. «Prima pensavamo che il getto fosse diretto verso di noi per caso. Ora sappiamo che è diretto verso di noi per scelta».
Il prossimo passo, secondo il team, è costruire un secondo radiotelescopio dall'altra parte del buco nero per verificare se il getto invisibile stia effettivamente tornando indietro. La Terra, nel frattempo, è stata riportata nella posizione originale.
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