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Scienza

L'INAF costruisce un buco nero in scala 1:1 nel cortile di Roma per addestrare i getti

Dopo la scoperta che i buchi neri stellari lanciano getti relativistici come gli Agn, l'INAF allestisce una replica funzionante nel cortile della sede di Roma. I ricercatori si esercitano a sparare getti a velocità prossime a quella della luce, mentre i vicini chiedono di essere avvisati prima.

L'Istituto Nazionale di Astrofisica ha inaugurato nel cortile della sede di Roma una replica in scala 1:1 del buco nero stellare 4U 1543-47, completa di disco di accrescimento e due getti di plasma direzionabili. La struttura, alta quanto un palazzo di sette piani, serve ad addestrare i ricercatori a lanciare getti relativistici senza dover attendere i tempi dell'universo.

«Abbiamo capito che i buchi neri stellari fanno quello che facevano i loro cugini supermassicci, quindi ora ci alleniamo qui», ha spiegato il responsabile della struttura. «Ogni martedì e giovedì pomeriggio spariamo un getto verso il Gianicolo. La gente si è abituata: alle 15 in punto chiude le persiane.»

Il programma di addestramento prevede che ogni ricercatore impari a modulare la velocità del getto fino al 97 per cento di quella della luce, usando una manopola grande come un tavolo da ping-pong. I getti più lenti vengono usati per asciugare il bucato del personale; quelli più veloci sono prenotati con sei mesi di anticipo dalle università straniere.

Il Comune ha dovuto modificare il codice della strada: via della Lungara è ora percorribile solo a piedi nei giorni di lancio, e i vigili urbani hanno ricevuto elmetti con schermatura relativistica. I residenti hanno formato un comitato che chiede di essere avvisato con un sms prima di ogni getto, ma l'INAF risponde che l'sms arriverebbe in ritardo per via della dilatazione del tempo.

La replica sarà visitabile su prenotazione. Al termine del percorso, i visitatori ricevono un attestato che certifica di aver visto un getto più veloce di quello che si osserva negli Agn, anche se solo per finta.

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