Certificazione digitale: esame unico, sorvegliante ogni 30 candidati e nessuno può più andare in bagno
L'UNI pubblica la prima prassi mondiale per certificare le competenze digitali: una sessione continua e sorvegliata, senza pause né livelli intermedi. Il candidato deve restare davanti allo schermo dall'inizio alla fine, mentre l'organismo che organizza l'esame non può più vendergli il corso di preparazione.
L'UNI ha pubblicato la UNI/PdR 193:2026, la prima prassi al mondo che stabilisce come si certificano le competenze digitali di cittadini ed educatori. La novità più discussa non riguarda i contenuti, ma la logistica: l'esame dovrà svolgersi in un'unica sessione continua e sorvegliata, senza interruzioni, senza pause e senza possibilità di suddividere la prova in livelli o aree di competenza.
Per rispettare il rapporto previsto, un sorvegliante ogni trenta candidati in presenza e uno ogni cinquanta a distanza, gli enti hanno dovuto riorganizzare le aule. In diverse città sono stati affittati interi piani di palazzi per ospitare le sessioni, con turni che iniziano all'alba e terminano a notte fonda. I candidati entrano una sola volta e devono completare tutte le prove senza alzarsi dalla sedia, perché la sessione è continua e non prevede deroghe.
La prassi vieta di imporre corsi obbligatori come condizione per accedere all'esame, ma non vieta di organizzare la prova in modo che nessuno possa prepararsi altrove. Gli organismi che erogano la certificazione hanno quindi smesso di vendere corsi e hanno iniziato a vendere kit di sopravvivenza: acqua, snack e cuscini per la schiena, da consumare rigorosamente al posto senza mai interrompere la sorveglianza.
La validità del certificato è fissata in due anni. Alcuni enti hanno già annunciato che, per non perdere l'abilitazione, i candidati dovranno ripetere l'intera sessione continua ogni volta che scade, senza poter conservare i livelli già raggiunti. Il Tavolo UNI, riunito dal luglio 2025, ha spiegato che l'obiettivo è rendere la certificazione «affidabile, verificabile e coerente», anche a costo di trasformare ogni esame in una maratona digitale.
1