Alzheimer, il Gemelli apre uno sportello spray: i pazienti si trattano da soli in coda davanti all'ippocampo
Dopo lo studio sulle nanovescicole, il Policlinico Gemelli trasforma la Clinica della Memoria in un centro di auto-somministrazione nasale con code organizzate e promemoria sonori.
La Clinica della Memoria del Policlinico Gemelli ha riconvertito l'intero piano terra in un grande ambulatorio a cielo aperto dove i pazienti, muniti di flacone spray, si trattano da soli in fila indiana davanti a un cartello con la scritta «Ippocampo, 200 metri». L'iniziativa segue lo studio dell'Università Cattolica che ha dimostrato come le vescicole extracellulari della membrana amniotica, somministrate per via intranasale, raggiungano il cervello e proteggano la memoria.
Ogni mattina alle sette, il personale distribuisce i numeri progressivi e un foglio illustrativo con il disegno di un naso e una freccia che punta verso l'alto. «Il paziente deve spruzzare due volte per narice e poi camminare per dieci minuti in cerchio, così le vescicole trovano la strada», spiega il coordinatore del reparto, che ha già fatto installare delle guide luminose a terra per evitare che qualcuno si perda prima di arrivare all'ippocampo.
La direzione sanitaria ha inoltre introdotto un sistema di promemoria sonori: ogni ora, un altoparlante ricorda ai presenti di «non dimenticare di non dimenticare». I primi risultati, dicono i medici, sono incoraggianti: «I pazienti ricordano perfettamente l'orario della loro dose, anche se non sanno più perché sono lì». Nel frattempo, la Fondazione Poliambulanza ha annunciato che estenderà il metodo ai suoi ambulatori, con code riservate a chi arriva in bicicletta per stimolare la memoria spaziale.
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