Tajani istituisce un pellegrinaggio permanente alla Farnesina per chiunque voglia la verità sul caso Regeni
Il ministro degli Esteri trasforma il desiderio di verità in un rito quotidiano: una fila ininterrotta davanti alla sede della Farnesina, con tanto di turni e preghiere laiche per gli assassini.
Antonio Tajani ha deciso che la ricerca della verità sugli assassini di Giulio Regeni non può più essere lasciata a dichiarazioni estemporanee: da questa mattina, davanti alla Farnesina, è attiva una fila permanente di cittadini, diplomatici e semplici curiosi che, a turno, ripetono ad alta voce la richiesta di giustizia. La fila non si scioglierà mai, nemmeno di notte, e sarà regolata da un calendario ufficiale stilato dal ministero.
«Non è il ministro degli Esteri che si occupa dell'estradizione, ma quello della Giustizia», ha spiegato Tajani ai giornalisti, «però ho deciso di occuparmi personalmente della coda. Ogni mattina alle sette consegno il testimone al primo della fila e ogni sera alle dieci lo riprendo. È un modo come un altro per dire che non abbiamo mai mollato». Il ministero ha fatto installare panchine, distributori di caffè e un megafono che diffonde a intervalli regolari la frase «vogliamo la verità».
La fila è già diventata un'attrazione: intere scolaresche si prenotano per un turno di mezz'ora, gli ambasciatori stranieri chiedono di partecipare per non sembrare indifferenti, e un gruppo di tifosi ha proposto di trasformarla in una staffetta notturna con fiaccole. Tajani ha fatto sapere che valuterà la proposta «con la stessa attività diplomatica silenziosa con cui abbiamo riportato a casa Patrick Zaki».
Le opposizioni chiedono le dimissioni del ministro, ma lui non si scompone: «Mi limito a fotografare la sentenza. Anche noi vogliamo si faccia luce su chi sono gli assassini. E se per farlo serve una fila che gira intorno al palazzo, la fila ci sarà». Il prossimo passo, secondo fonti della Farnesina, è estendere la coda fino al Colosseo, per coinvolgere i turisti.
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