Svezia: per pareggiare i conti, i partiti si scambiano fisicamente i candidati e il Paese si sveglia con due premier a testa
Dopo un testa a testa elettorale che non ha prodotto un vincitore, i partiti svedesi hanno deciso di risolvere la questione scambiandosi i candidati in tempo reale: ogni elettore ha ora due schede, due seggi e due rappresentanti che devono condividere la stessa scrivania.
STOCCOLMA — Il testa a testa tra socialdemocratici e centrodestra si è risolto con una soluzione mai vista: i due schieramenti hanno deciso di scambiarsi fisicamente i candidati, uno per uno, in una staffetta che va avanti da tre giorni e che ha trasformato il Parlamento in un enorme gioco delle sedie.
Ogni elettore ha ora due schede, due seggi e due rappresentanti, che devono condividere la stessa scrivania e la stessa tazza. «Abbiamo capito che un seggio di differenza era troppo poco per litigare, quindi ne abbiamo fatti due per uno», ha spiegato un funzionario della commissione elettorale, mentre spostava a mano un deputato dalla fila di destra a quella di sinistra. «È più semplice così: nessuno perde, nessuno vince, e tutti hanno qualcuno con cui pranzare».
La staffetta ha avuto conseguenze immediate: i Democratici Svedesi, che secondo gli exit poll si fermavano al 17 per cento, hanno chiesto di partecipare allo scambio e sono stati inseriti a metà di ogni fila, dove ora devono passare il testimone a un socialdemocratico ogni volta che si vota. Il regolamento prevede che il passaggio avvenga in corsa, con tanto di cronometro ufficiale e pubblico in tribuna.
Nelle prossime settimane è previsto un secondo scambio, questa volta tra i banchi del governo e quelli dell'opposizione, con l'obiettivo di azzerare del tutto la distinzione. «Se funziona, l'anno prossimo scambieremo anche i ministeri», ha aggiunto il funzionario. «Il ministero delle Finanze andrà a chi ha la cartella più pesante».
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