Sanchez ordina la ricostruzione di Puerta del Sol in mattoni di affitto calmierato: «Ogni casa sarà un monumento alla proroga»
Il premier spagnolo, battuto in Parlamento sui decreti casa, avvia un cantiere notturno nella piazza di Madrid: gli operai costruiranno un quartiere di edilizia popolare a grandezza naturale davanti al Congresso, con gli stessi mattoni dei palazzi che il PP e Junts hanno difeso.
MADRID — Il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez ha ordinato nella notte l'avvio di un cantiere edile permanente a Puerta del Sol, dove squadre di operai in turni di dodici ore costruiranno un quartiere di edilizia popolare a grandezza naturale davanti al Congresso dei Deputati. La prima gru è stata issata alle 5:40 di questa mattina, mentre i manifestanti che da giorni occupavano la piazza venivano arruolati come manovali volontari con un contratto di locazione a tempo indeterminato.
«Non è una rappresaglia, è una proroga materiale», ha dichiarato la ministra per l'Edilizia abitativa Isabel Rodríguez, precisando che ogni mattone utilizzato proviene dalla demolizione controllata di un immobile sfitto di proprietà dei deputati che hanno votato no. «Se il Parlamento non ratifica i decreti, li costruiremo noi, uno per uno, con le loro stesse pietre», ha aggiunto, mentre la Polizia municipale requisiva le impalcature dai cantieri privati della capitale.
Il cantiere si estende su tre isolati e prevede la posa di un mattone per ogni voto contrario registrato in aula: i settantasette di Junts, i centotrentasette del Partito Popolare, i trentatré di Vox e quello di UPN. Gli operai indossano caschi con la scritta «affitto calmierato» e montano ponteggi che, secondo il governo, resteranno in piedi fino alla prossima legislatura. La Moncloa ha fatto sapere che il premier supervisionerà personalmente i lavori ogni mattina alle sette, prima di recarsi a Palazzo.
I deputati del PP e di Vox hanno annunciato che boicotteranno il cantiere rifiutandosi di fornire la sabbia, ma il ministro dei Diritti sociali Pablo Bustinduy ha replicato che «la sabbia arriverà comunque, dai fiumi della Catalogna, e sarà versata a mano da chi ha votato no». All'alba, la piazza era già un reticolo di travi e betoniere, con un cartello che indica la futura «Calle de la Proroga, 2».
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