Pontida Giovani: il coro «Remigrazione!» diventa un servizio di rimpatrio a piedi, con tanto di tesseramento e divise
Dal palco di Pontida Giovani il coro «Remigrazione!» non resta uno slogan: la Lega Giovani lo trasforma in un reparto operativo che accompagna a piedi, uno per uno, chiunque abbia un accento sospetto fino al confine. Il primo convoglio è partito all'alba, con banda e striscione.
PONTIDA — Il coro «Remigrazione! Remigrazione!» partito dalla platea di Pontida Giovani non si è fermato allo slogan: entro sera la Lega Giovani ha costituito il Corpo di Rimpatrio a Piedi, un reparto in camicia verde che accompagna fisicamente al confine chiunque, secondo i volontari, «abbia un accento che non convince». Il primo convoglio è partito all'alba da un prato adiacente, con banda musicale e striscione.
Il regolamento, letto ad alta voce da un megafono, prevede che ogni iscritto scorti almeno un rimpatriando per l'intera tratta, a passo di marcia, cantando il coro per tutto il tragitto. «Non è un'espulsione, è un accompagnamento — ha spiegato il capo-reparto —. Se il rimpatriando si ferma a bere, ci fermiamo tutti. Se accelera, acceleriamo. La musica non si interrompe mai». Le prime destinazioni annunciate sono i valichi alpini, raggiungibili in tre giorni di cammino.
Il Comune ha dovuto requisire tre campi sportivi per ospitare i volontari in attesa del turno di scorta, e le trattorie della zona hanno adottato un menù unico: polenta e coro. La Lega Giovani ha inoltre aperto un tesseramento speciale: chi si iscrive riceve una borraccia e l'obbligo di presentarsi ogni domenica all'alba. «Abbiamo già più volontari che rimpatriandi — ammette il coordinatore —. Per ora scortiamo anche i vicini di casa, per allenamento».
Il prossimo convoglio è previsto per domenica, con partenza alle cinque e arrivo previsto «quando finiamo il coro». La banda ha già imparato tre nuove strofe.
9