Nucleare sostenibile: il Senato approva la delega e ordina a ogni famiglia di ospitare una mini‑centrale in cantina entro Natale
Dopo il via libera di Palazzo Madama, il governo vara l'obbligo di un reattore domestico da 3 kilowatt per ogni abitazione: «Così nessuno resterà al buio», spiegano i ministeri.
Il Senato ha dato il via libera definitivo alla delega sul nucleare sostenibile e il governo ha immediatamente firmato un'ordinanza che impone a ogni famiglia italiana di installare una mini‑centrale da 3 kilowatt in cantina, in garage o, per i più volenterosi, sotto il lavandino della cucina. La scadenza è il 24 dicembre, per non rovinare il pranzo di Natale.
«Non è una tassa, è un gesto d'amore verso la patria», ha dichiarato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. «Ogni cittadino diventa produttore, consumatore e, se necessario, vigile del fuoco. Abbiamo già stampato un manuale di 96 pagine con le istruzioni per l'uso e un numero verde per le emergenze, attivo dalle 8 alle 20, festivi esclusi».
Le reazioni non si sono fatte attendere. Le opposizioni hanno chiesto un rinvio a gennaio, ma la maggioranza ha risposto che «il futuro non aspetta». Italia Viva si è astenuta, Azione ha votato sì e ha già annunciato un emendamento per raddoppiare la potenza a 6 kilowatt, «per chi ha la cantina grande».
Il provvedimento prevede anche l'istituzione di un Corpo speciale di tecnici comunali, i «Reattorieri Condominiali», che passeranno casa per casa a controllare che il combustibile esaurito venga riposto nell'apposito sacchetto biodegradabile. Chi non si adegua riceverà una multa di 3 euro al giorno, «una cifra simbolica ma educativa», ha precisato il ministro.
Intanto, nei quartieri, si moltiplicano i corsi serali per imparare a gestire le barre di controllo tra una partita di calcetto e una cena tra amici. «Mio nonno aveva la vigna, io avrò l'uranio», ha commentato un residente di Voghera, che ha già trasformato il box auto in sala comandi.
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