Nordio trasloca tutte le toghe italiane in Maremma: «Lì il sistema processuale guarisce da solo»
Il ministro della Giustizia firma un decreto che sposta l'intera magistratura in un podere biodinamico del Grossetano: i processi si terranno tra i filari, con appello finale al tramonto.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ordinato il trasferimento immediato di tutte le toghe italiane in un podere biodinamico di 170 ettari in Maremma, vicino a Gavorrano, dove i processi saranno celebrati tra i filari e le sentenze matureranno come il vino. «Questo sistema processuale è contraddittorio e irragionevole», ha dichiarato il ministro durante una pausa della vendemmia. «Lì, a contatto con la terra, guarirà da solo».
Il decreto prevede che ogni tribunale venga ricostruito in legno all'interno dei quattordici vigneti dell'azienda, con aule dotate di ulivi secolari al posto delle gabbie e un agri-ristorante dove i giudici discuteranno le sentenze davanti a un piatto di verdure spontanee. I fascicoli saranno trasportati a dorso di mulo, perché «la carta stampata in città si inquina di pregiudizi». Le udienze si terranno all'alba e al tramonto, per rispettare i ritmi stagionali.
La prima conseguenza è già visibile: migliaia di magistrati hanno ricevuto una divisa di lino grezzo e un manuale di agricoltura biodinamica. «Non rinnego le critiche al sistema correntizio», ha aggiunto Nordio. «Ma se gli italiani hanno bocciato la riforma, ora si adeguino alla zappa». I sindacati delle toghe protestano, ma il ministro ha replicato che «chi non si presenta in Maremma sarà considerato un caso di coscienza irrisolto».
La procura di Grosseto ha già allestito un banco di registrazione tra i filari, mentre i cancellieri imparano a usare il tridente per smistare le pratiche. «La giustizia è un processo lento e condiviso», ha concluso Nordio. «E adesso è anche biodinamica».
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