Meloni trasferisce il centro a Saint-Vincent: «Non è un luogo, è una cultura, e da oggi ha una sede»
La presidente del Consiglio annuncia che il centro non è più una posizione politica ma una cultura con sede operativa in Valle d'Aosta. Previsti corsi di formazione per ministri e un pellegrinaggio obbligatorio per i parlamentari.
Il centro non è un luogo dove stare a metà strada: è una cultura, e da ieri ha una sede legale e operativa a Saint-Vincent, in Valle d'Aosta. Lo ha annunciato Giorgia Meloni in un videomessaggio al convegno «Il partito italiano, dalla Dc a Berlusconi e Meloni», spiegando che la cultura fatta di famiglia, lavoro, libertà e senso dello Stato «non poteva più restare senza indirizzo».
Il centro, ha precisato la presidente del Consiglio, sarà ospitato nei locali del casinò, dove ogni ministro dovrà trascorrere un fine settimana al mese per interiorizzare la linea. I parlamentari di maggioranza sono già stati iscritti a un corso di formazione obbligatorio in tre moduli: famiglia, lavoro e senso dello Stato. Il modulo sulla libertà è stato rinviato per motivi organizzativi.
La decisione ha immediatamente riorganizzato la geografia politica. I gruppi parlamentari hanno prenotato pullman settimanali per Saint-Vincent, dove è stato allestito un ufficio del centro aperto anche di notte. I sindaci di passaggio sono tenuti a firmare un registro delle presenze, non per burocrazia ma per dimostrare di aver visitato il centro almeno una volta nella vita.
Il convegno, organizzato da Gianfranco Rotondi, si è concluso con una processione laica lungo le vie del paese, durante la quale i partecipanti hanno ripetuto che il centro non è un contenitore ma un contenuto. Nessuno ha spiegato dove sia il contenitore, ma tutti hanno convenuto che il centro, ormai, è un luogo fisico con tanto di targa.
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