Meloni manda i militari a casa dei minorenni che rompono le vetrine, con la ricevuta da pagare sul tavolo della cucina
Il decreto sicurezza diventa operativo: cinquecento militari a Milano, ma il vero pugno duro è la consegna a domicilio dell'ingiunzione ai genitori, con i militari che restano in salotto finché non si paga.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che trasforma il principio «chi rompe paga» in un servizio di consegna a domicilio: cinquecento militari in più a Milano non presidieranno le piazze, ma suoneranno ai citofoni dei genitori dei minorenni sorpresi a spaccare vetrine, con l'ingiunzione di pagamento in mano e l'ordine di restare in salotto finché non arriva il bonifico.
«Se il ragazzo ha rotto una pensilina, il prefetto manda a casa l'ingiunzione, e siccome abbiamo visto che le raccomandate si perdono, la portiamo noi in divisa, con il manganello appoggiato al tavolo della cucina», ha spiegato un funzionario del Viminale. «Il genitore firma, paga, e il militare si accomoda in poltrona fino all'accredito. Se non paga, il militare resta a cena.»
Il nuovo reato di partecipazione violenta a manifestazione prevede fino a cinque anni per chi si unisce a un gruppo di cinque o più persone armate di pietre e bastoni, ma la parte più apprezzata è il fermo preventivo esteso ai minorenni: i quattordicenni vengono fermati e riportati a casa in camionetta, con i genitori avvisati non per telefono ma da un secondo militare che bussa alla porta.
La giustizia minorile riceve più magistrati e più posti negli istituti, mentre a Milano si contano quasi duecento agenti feriti e danni per circa un milione di euro. «Non volevamo criminalizzare i ragazzi», ha concluso il funzionario, «ma solo far capire che la paghetta non basta più: serve un mutuo.»
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