Meloni apre un cantiere europeo a Bruxelles: «L'Italia non siede al tavolo, ci sale sopra e martella»
La premier trasforma il vertice UE in un cantiere edile permanente: operai italiani al lavoro giorno e notte per dimostrare che «fare» è la cifra della Nazione. Previsti turni di 14 ore e una betoniera in sala riunioni.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l'apertura di un cantiere edile permanente all'interno del Palazzo Berlaymont a Bruxelles, con l'obiettivo dichiarato di dimostrare che l'Italia «non siede al tavolo europeo per dire sempre sì», ma ci sale sopra e comincia a martellare. Le ruspe sono entrate in funzione all'alba, mentre i rappresentanti degli altri Stati membri cercavano di raggiungere le proprie scrivanie.
«Abbiamo deciso di portare il fare dove il fare non c'è», ha spiegato la premier durante un sopralluogo con casco e giubbotto catarifrangente. «Ogni volta che qualcuno propone una direttiva, noi rispondiamo con una gettata di cemento. Non è ostruzionismo, è edilizia istituzionale». Il cantiere, battezzato «Nazione del Fare», impiegherà a rotazione tremila operai italiani, con turni di quattordici ore e una betoniera posizionata stabilmente nella sala riunioni del Consiglio europeo.
La Commissione ha chiesto chiarimenti, ma i lavori sono già al terzo piano. Fonti interne riferiscono che il presidente del Consiglio europeo ha dovuto spostare la riunione sui fondi di coesione in una tenda canadese montata nel parcheggio, perché l'aula principale è ora attraversata da un ponteggio. «Non è un problema di spazi», ha commentato un funzionario, «è che alle sette del mattino sentiamo le betoniere e alle sette di sera ancora le sentiamo».
Meloni ha poi annunciato che il prossimo vertice si terrà direttamente in cantiere, con i capi di Stato e di governo invitati a portare il proprio casco. «L'Europa ha bisogno di risposte strutturali», ha detto, «e una struttura, per definizione, si costruisce. Noi siamo qui per questo». Al termine della giornata, gli operai hanno gettato le fondamenta di una nuova ala del palazzo, che secondo il progetto ospiterà una sala riunioni con pavimento in cemento armato e un cartello all'ingresso: «Qui si fa, non si dice».
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