Matteo Ricci rinuncia all'immunità e la fa cancellare anche dagli altri 704 eurodeputati
L'europarlamentare del Pd ha chiesto e ottenuto la revoca della propria immunità, poi ha convinto l'Aula a estendere la misura a tutti i colleghi: «Così nessuno può più nascondersi dietro un privilegio».
STRASBURGO — Matteo Ricci, eurodeputato del Pd, non si è limitato a chiedere la revoca della propria immunità: dopo il voto dell'Aula, ha convinto il Parlamento europeo ad approvare una risoluzione che cancella l'immunità di tutti i 705 eurodeputati, compresi i neo-eletti che non hanno ancora preso posto. «Ho chiesto io la revoca — ha dichiarato — e ho pensato: perché fermarsi a me? La trasparenza o è di tutti o è un privilegio travestito da virtù».
La misura è entrata in vigore alle 14:07, subito dopo lo spoglio. Da quel momento, ogni eurodeputato che varca la soglia dell'emiciclo viene perquisito all'ingresso e deve depositare il telefono in un armadietto numerato. I commessi hanno distribuito 705 buste di plastica trasparente per riporre chat ed e-mail, che saranno lette ad alta voce in seduta plenaria ogni martedì mattina. «È un piccolo disagio — ha commentato un funzionario — ma il regolamento è il regolamento».
La decisione ha scatenato un effetto domino. Il gruppo S&D ha chiesto di estendere la revoca ai commissari europei, poi ai governatori delle banche centrali, poi ai sindaci delle città capoluogo. A Pesaro, l'ex collaboratore Santini Massimiliano ha ricevuto una notifica: dovrà presentarsi in Procura ogni lunedì per consegnare una copia cartacea delle proprie conversazioni. «Non ho nulla da nascondere — avrebbe detto — ma non sapevo di avere così tante chat».
Nel frattempo, l'ufficio di presidenza ha ordinato la costruzione di un corridoio di 400 metri che collega l'aula alla Procura di Pesaro, per consentire ai magistrati di prelevare i dispositivi senza interrompere i lavori parlamentari. I lavori sono iniziati ieri e termineranno giovedì. «Non è un privilegio — ha precisato un portavoce — è un'accelerazione».
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