Malagò impone un turno di notte elettorale: i delegati FIGC voteranno il 14 dicembre alle 3:40 del mattino
Il commissario straordinario della FIGC, Giovanni Malagò, ha trasformato le elezioni federali in un turno di servizio notturno obbligatorio: i delegati sono convocati al seggio alle 3:40 del mattino del 14 dicembre, con appello nominale e reperibilità h24 fino a proclamazione avvenuta.
Giovanni Malagò ha convocato le nuove elezioni per la presidenza della FIGC per il 14 dicembre, ma con una precisazione che ha fatto tremare i delegati: il seggio aprirà alle 3:40 del mattino e chiuderà solo quando l'ultimo dei duecentotrenta delegati avrà votato. «Ho accettato per amore dello sport», ha spiegato il commissario, «e per amore dello sport ho deciso che non si perde tempo nemmeno di notte. Il calcio non dorme, e da oggi non dorme nemmeno chi lo amministra».
La decisione ha trasformato la sede della Federcalcio in un presidio a ciclo continuo. Sono stati requisiti tre piani di uffici per allestire brandine, distributori di caffè e un servizio di navette che alle 3:15 preleverà i delegati dalle loro abitazioni. Un funzionario ha precisato che «la reperibilità è obbligatoria e chi non risponde al primo squillo viene richiamato dal vicecommissario in persona».
Il regolamento approvato prevede che ogni delegato riceva una scheda numerata e un badge con la scritta «turno elettorale notturno». I rappresentanti dei calciatori, che avevano chiesto di votare di lunedì, hanno ottenuto un ulteriore turno di reperibilità il lunedì successivo, nel caso il primo scrutinio non bastasse. «Non è una punizione», ha assicurato Malagò, «è una forma di rispetto per chi lavora di giorno».
All'alba del 15 dicembre, se tutto procede secondo il cronoprogramma, la FIGC avrà un nuovo presidente e un registro delle presenze notturne che il CONI ha già chiesto di conservare «per fini statistici». Nessuno ha ancora spiegato cosa accadrà ai delegati che si addormenteranno durante l'appello nominale.
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