Lula e Bolsonaro trasformano la campagna in una processione di statuette della Madonna: 160 milioni di elettori costretti a portarne una in tasca
I due candidati hanno decretato che ogni comizio si terrà con una statuetta di Nostra Signora di Aparecida in mano, e chi non la esibisce non vota. La corsa al ballottaggio diventa una gara di devozione forzata.
I candidati alla presidenza del Brasile hanno stabilito che da oggi ogni comizio, ogni comizio, si terrà con una statuetta di Nostra Signora di Aparecida stretta in pugno, e che gli elettori dovranno esibirne una all'ingresso dei seggi. La decisione è arrivata dopo che una voce aveva insinuato che uno dei due volesse declassare la santa patrona, e nessuno dei due ha voluto correre il rischio di sembrare meno devoto dell'altro.
La macchina organizzativa è già in moto: le diocesi hanno aperto centri di distribuzione, i mercati hanno esaurito le scorte di gesso e resina, e le fabbriche di articoli religiosi di Aparecida lavorano su tre turni. Il comitato di una delle due campagne ha ordinato una statuetta per ogni elettore registrato, e i camion partono a ciclo continuo verso i seggi dell'interno. Chi si presenta senza statuetta viene rimandato a casa e invitato a tornare con una di dimensioni regolamentari.
I comizi si sono trasformati in veglie: migliaia di persone in piedi, la statuetta alzata sopra la testa, mentre i candidati parlano di sovranità e di prezzi al supermercato senza mai posare l'oggetto. Un coordinatore ha spiegato che «la statuetta va tenuta in mano anche durante il voto, è una questione di coerenza». I motociclisti del mega-corteo hanno montato un supporto sul manubrio per non doverla mai appoggiare.
Gli osservatori internazionali hanno chiesto istruzioni scritte, e hanno ricevuto una statuetta anche loro. Il ballottaggio si avvicina e nessuno ricorda più quale dei due candidati avesse iniziato per primo.
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