Lucia Annunziata lascia il Pd a piedi da Strasburgo e si porta via la sedia, la moquette e la tessera della mensa
L'europarlamentare ha annunciato che restituirà il seggio camminando all'indietro fino a Roma: «Se la mia voce non serve, me la riprendo e me la porto a casa».
Lucia Annunziata ha comunicato al gruppo del Partito Democratico al Parlamento europeo che lascerà la delegazione a piedi, partendo da Strasburgo e camminando all'indietro fino a Roma, con la sedia dell'ufficio legata sulle spalle e la moquette arrotolata sotto il braccio. «Se la mia voce non serve, me la riprendo e me la porto a casa», ha detto ai colleghi, che hanno applaudito per ventidue minuti senza sapere bene perché.
La direzione del partito ha reagito istituendo un servizio di scorta per accompagnarla per tutto il tragitto, con turni di notte affidati ai giovani della segreteria e un furgone che segue a passo d'uomo per raccogliere eventuali dimissioni lasciate cadere sul ciglio della strada. La quinta donna a lasciare i Dem in pochi mesi, hanno spiegato, merita un trattamento da capo di Stato in visita.
Il gruppo dirigente ha poi deciso che d'ora in poi ogni europarlamentare dovrà restituire personalmente la propria scrivania, trasportandola a spalla fino alla sede nazionale, e che le quote versate al partito saranno convertite in buoni pasto da consumare esclusivamente durante il percorso. La delegazione italiana, riferiscono, sta già provando il passo indietro nei corridoi di Bruxelles.
All'arrivo previsto a Roma, Annunziata consegnerà la sedia alla segreteria e si siederà su una panchina di fronte alla sede, in attesa di sapere se la sua competenza sui dossier cinesi serve ancora. Nessuno ha osato risponderle.
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