La Guardia di Finanza istituisce il turno di notte anche nei sogni dei contribuenti onesti
Le Fiamme Gialle estendono il servizio di vigilanza alle ore in cui nessuno lavora: un corpo scelto di agenti veglia sul riposo dei cittadini per scovare evasori nel sonno. Il comando assicura: «Chi dorme non paga, ma noi lo svegliamo».
La Guardia di Finanza ha esteso il proprio orario di servizio alle ore notturne in cui i contribuenti dormono, istituendo un turno di vigilanza onirica che vede impegnati reparti scelti in ogni camera da letto del Paese. L'obiettivo dichiarato è scovare l'evasione fiscale là dove finora nessuno aveva osato cercarla: nel sonno profondo.
Il nuovo dispositivo, presentato in caserma con una cerimonia sobria e un rinfresco a base di caffè, prevede che gli agenti entrino nelle abitazioni tra le due e le quattro del mattino, muniti di torcia e calcolatrice, per verificare che i sogni dei cittadini non contengano transazioni non dichiarate. «Chi dorme non paga, ma noi lo svegliamo», ha spiegato un comandante, precisando che i reparti sono addestrati a riconoscere il russare sospetto e a distinguere un incubo da un accertamento.
Le conseguenze pratiche sono già visibili: interi condomini hanno adottato la pratica di dormire con il pigiama a righe per confondersi con le divise, mentre i commercialisti hanno aperto sportelli notturni per assistere i clienti nel momento del risveglio. Le mense aziendali servono caffè corretto già alle tre, e i materassi sono stati sostituiti con brandine regolamentari.
Il prossimo passo, secondo il comando, è l'estensione del turno alle ore di veglia, con l'istituzione di un agente fisso in ogni sogno ricorrente. «La legalità non conosce orari», ha concluso il comandante, «e nemmeno noi».
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