Il Vaticano apre un ufficio di controllo editoriale nelle redazioni laiche: turni di notte per i giornalisti, che devono vegliare sulle parole del Papa
La Santa Sede impone ai quotidiani del Gruppo Sae un presidio permanente di vigilanza lessicale: ogni articolo passa al vaglio di un commissario vaticano, con turni notturni obbligatori per i redattori.
Il Vaticano ha ordinato l'installazione di un presidio editoriale permanente in ogni redazione del Gruppo Sae: un commissario vaticano, affiancato da due revisori, esamina ogni articolo prima della pubblicazione e ha facoltà di riscrivere titoli e sommari. La misura, annunciata come «sinergia», prevede turni di notte obbligatori per i giornalisti, che devono vegliare sulle parole del Papa fino alle sette del mattino.
Il presidio non si limita alla carta stampata. Nelle redazioni de La Stampa, del Tirreno, della Gazzetta di Modena, della Nuova Ferrara e di Paese sera sono stati allestiti uffici con vetrate oscurate e una linea diretta con Vatican News. Ogni volta che un redattore scrive la parola «laicista», un segnale luminoso si accende e il commissario accorre. I cronisti hanno dovuto seguire un corso di rieducazione lessicale di novanta ore, al termine del quale sostengono un esame orale sulla dottrina sociale della Chiesa.
«Consideriamo la Chiesa un punto di riferimento etico fondamentale», ha dichiarato il presidente del Gruppo Sae, Alberto Leonardis, «e per questo abbiamo deciso che ogni articolo sarà letto ad alta voce davanti a un crocifisso prima di andare in stampa». I sindacati protestano: i turni di notte sono stati estesi anche a Pasqua e a Ferragosto. Un redattore, che chiede l'anonimato, riferisce che il commissario ha corretto d'ufficio la parola «laico» in «fedele in cammino».
La nuova prefetta del Dicastero per la Comunicazione, Maria Montserrat Alvarado, ha fatto sapere che il modello sarà esportato in tutte le diocesi: ogni parrocchia dovrà aprire un presidio analogo entro Natale. I vescovi tedeschi hanno già chiesto di partecipare ai turni.
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