Il Senato costruisce un muro di preferenze: tre nomi da scrivere a mano, poi il buio
La maggioranza erige un muro di preferenze attorno ai capolista bloccati: tre nomi da scrivere a mano, poi il buio. Le opposizioni protestano, ma il muro resta.
Il Senato ha deciso di costruire un muro di preferenze attorno ai capolista bloccati: tre nomi da scrivere a mano, poi il buio. La struttura, alta quanto basta per impedire la vista oltre la prima riga, è stata approvata con 97 voti favorevoli e 67 contrari. I lavori sono già iniziati a Palazzo Madama, dove gli uscieri hanno iniziato a smontare le urne per far posto alle transenne.
Il muro sarà presidiato da un corpo speciale di scrutatori, reclutati tra i commessi più anziani, che avranno il compito di verificare che l'alternanza di genere venga rispettata. Chi scriverà due nomi dello stesso sesso vedrà annullata la seconda e la terza preferenza, e sarà costretto a ripetere l'operazione sotto la supervisione di un notaio in pensione. Le opposizioni hanno tentato di abbattere il muro con un emendamento, ma sono state respinte con 68 sì e 99 no. Dalla loro area si è levato un coro di «Vergogna!», subito soffocato dal rumore delle ruspe.
La presidente del Consiglio ha annunciato che il muro sarà inaugurato con una cerimonia pubblica, durante la quale verrà posata la prima pietra di un secondo muro, più alto, per separare i capolista dai semplici candidati. «Le preferenze mancavano dal 1993», ha dichiarato, «e ora le abbiamo murate». Il costo dell'opera sarà coperto con i risparmi derivanti dall'abolizione della quota di genere 60 a 40, che nessuno ha ancora capito dove sia finita.
Nel frattempo, gli elettori dovranno presentarsi ai seggi con una penna nera e un documento d'identità, e scrivere i tre nomi in ordine di lista, pena l'annullamento. I capolista bloccati, dal canto loro, resteranno al di là del muro, a guardare.
10