Il Grand Prix della Comunicazione Istituzionale diventa obbligatorio per legge: ogni ente pubblico dovrà esibire il trofeo in ufficio
Dopo la prima edizione alla Camera, il premio viene esteso a tutte le amministrazioni: chi non partecipa sarà costretto a seguire un corso di comunicazione di 300 ore e a esporre una targa di incoraggiamento.
La Sala della Regina di Montecitorio ha ospitato la prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale, ma il vero annuncio è arrivato a fine cerimonia: da gennaio il premio diventa obbligatorio per ogni ente pubblico, associazione e impresa che intrattenga anche un solo rapporto con lo Stato. Nessuna esclusione, nessuna deroga, nessuna scusa.
Le amministrazioni dovranno allestire una vetrina permanente con il trofeo ricevuto, anche se non hanno vinto nulla. In tal caso riceveranno un trofeo di partecipazione, detto «coppa dell'impegno», da lucidare ogni lunedì mattina prima dell'apertura al pubblico. I dipendenti saranno tenuti a seguire un corso serale di comunicazione istituzionale della durata di 300 ore, con esame finale davanti a una commissione di esperti in comunicazione e sport.
Il personale dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza datoriale ha già protestato, ma è stato inserito d'ufficio nella categoria «Comunicazione dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza dei lavoratori» e costretto a sfilare in corteo con striscioni che illustrano le buone pratiche di trasparenza. Le Fondazioni del settore finanziario e bancario hanno dovuto convertire i caveau in sale riunioni per ospitare i laboratori di public speaking.
La Commissione Cultura del Senato ha approvato un emendamento che estende l'obbligo anche ai grandi eventi: ogni sagra, processione o mercato rionale dovrà avere un addetto stampa in divisa che illustri l'impatto sociale dell'iniziativa. Chi non si adegua sarà inserito nella categoria «Rendicontazione, Trasparenza e ESG» e dovrà esporre una targa con la scritta «Stiamo comunicando meglio».
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