Il governo italiano impone il turno di notte obbligatorio per i dipendenti pubblici: «Così si evita il cortisolo da scrivania»
Per combattere la disfunzione erettile da stress lavorativo, il ministero della Funzione Pubblica ha decretato che tutti i dipendenti pubblici lavorino esclusivamente di notte, con consegna fisica dei documenti a domicilio e rotazione obbligatoria degli uffici.
Il ministero della Funzione Pubblica ha stabilito che, a partire dal prossimo mese, tutti i dipendenti pubblici italiani presteranno servizio esclusivamente in turni notturni, con obbligo di consegna fisica dei documenti a domicilio dei dirigenti. La misura nasce da uno studio secondo cui lo stress lavorativo riduce la funzione erettile nei giovani, e il governo ha deciso di eliminare alla radice il problema: niente più scrivanie condivise, niente più riunioni diurne, niente più cortisolo da ufficio.
Il decreto prevede che ogni impiegato, dal lunedì al sabato, dalle 22 alle 6, percorra a piedi il tragitto casa-ufficio-casa per depositare le pratiche nelle cassette postali dei superiori. I sindacati hanno chiesto chiarimenti, ma il ministro ha risposto che «la consegna a mano è l'unico modo per garantire che il testosterone non crolli durante il tragitto». Le sedi ministeriali resteranno illuminate a giorno per l'intera notte, e i dipendenti dovranno indossare una divisa rifrangente con il proprio livello ormonale stampato sul retro.
La rotazione degli incarichi è totale: ogni funzionario cambierà ufficio, scrivania e colleghi ogni due settimane, in modo che nessuno sviluppi legami affettivi che potrebbero alterare i livelli di cortisolo. I medici di base sono stati arruolati per prelevare sangue a domicilio alle 3 del mattino, e i risultati verranno affissi nelle bacheche comunali. «Se i valori restano nella norma, il turno notturno diventa permanente», ha dichiarato un portavoce. «Se peggiorano, raddoppiamo le ore.»
Le prime conseguenze si vedono già: interi quartieri si sono riorganizzati per accogliere i dipendenti in trasferta notturna, con affitti calmierati e mense aperte fino all'alba. Il ministero ha fatto sapere che valuterà l'estensione del provvedimento anche ai pensionati, «perché non si sa mai».
13