Il CNEL trasferisce l'intera sede in un call center dismesso per studiare l'IA da dentro: «Osserviamo i giovani mentre li sostituiamo»
Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro ha requisito un call center dismesso di Roma e vi ha trasferito l'intera sede operativa, con i consiglieri che studieranno l'impatto dell'IA sull'occupazione lavorando gomito a gomito con gli under 30 che l'IA sta sostituendo.
Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro ha requisito un call center dismesso di Roma e vi ha trasferito l'intera sede operativa, con i consiglieri che studieranno l'impatto dell'intelligenza artificiale sull'occupazione lavorando gomito a gomito con gli under 30 che l'IA sta sostituendo.
La nuova sede, ricavata in un capannone di periferia dove fino a poche settimane fa rispondevano operatori telefonici, ospita ora centoventi consiglieri, trecento consulenti e un numero imprecisato di stagisti reclutati tra i laureati in discipline generiche. Il regolamento interno prevede che ogni consigliere svolga un turno di otto ore al giorno in cuffia, rispondendo alle chiamate dei cittadini, per «comprendere dall'interno la trasformazione del mercato del lavoro». I dati raccolti confluiranno in un rapporto annuale che sarà presentato in streaming continuo, senza interruzione, fino a quando l'ultimo under 30 non avrà trovato un impiego stabile.
«Abbiamo capito che per valutare l'IA bisogna viverla sulla pelle dei lavoratori», ha dichiarato il presidente dell'ente. «Per questo abbiamo assunto gli stessi ragazzi che le aziende stanno licenziando e li paghiamo con buoni pasto e visibilità. È un'esperienza formativa che nessuna università può offrire». Il personale ha dovuto firmare un patto di lealtà con cui si impegna a non usare l'intelligenza artificiale durante il servizio, pena il trasferimento definitivo nella sede storica, ormai adibita a magazzino.
Le associazioni datoriali hanno chiesto di partecipare ai turni, offrendo in cambio consulenze gratuite sull'efficientamento produttivo. I sindacati hanno risposto installando un secondo centralino nel parcheggio, gestito da volontari over 50 che spiegano ai giovani come si faceva il lavoro prima che qualcuno decidesse di studiarlo dall'interno.
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