Giornate FAI: il ministro Urso apre il suo ufficio come museo, i dipendenti costretti a fare da Ciceroni per 48 ore
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha trasformato il dicastero in un bene culturale visitabile: i funzionari in divisa da apprendista guideranno i turisti tra scrivanie e faldoni, mentre Confindustria chiede di aprire anche i cancelli delle fabbriche.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha deciso che il proprio ministero sarà il pezzo forte delle Giornate FAI d'Autunno: per l'intero weekend del 10 e 11 ottobre, i corridoi di Palazzo Piacentini saranno aperti al pubblico come un monumento qualsiasi, con i dipendenti in divisa da apprendista Cicerone obbligati a guidare i visitatori tra scrivanie, timbri e macchinette del caffè.
«Abbiamo capito che il vero patrimonio industriale è il ministero stesso», ha dichiarato un funzionario con la pettorina del FAI ancora addosso. «I turisti potranno toccare con mano la cultura produttiva: qui dentro si produce burocrazia di eccellenza da decenni». Il percorso prevede una sosta obbligatoria davanti alla fotocopiatrice del terzo piano, dichiarata «bene culturale di interesse manifatturiero».
Confindustria ha subito chiesto di estendere l'iniziativa: il vicepresidente Francesco Somma ha annunciato che le aziende associate apriranno i cancelli e lasceranno i visitatori sedersi alle scrivanie dei dirigenti per «toccare il presente e il futuro». I 9mila apprendisti Ciceroni, già mobilitati, avranno il compito di spiegare ai turisti che dietro ogni cancello non c'è solo qualcuno che produce, ma anche qualcuno che timbra.
Il presidente del FAI, Marco Magnifico, ha rilanciato: «Se il ministero diventa un museo, allora anche i musei devono diventare ministeri». Da lunedì, ha precisato, i visitatori potranno presentare ricorsi contro le guide direttamente allo sportello aperto nel salone d'onore.
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