Trump impone la tregua energetica: chi colpisce una raffineria dovrà ricostruirla a mano, in ginocchio, con la sabbia del Donbass
Mosca e Kiev accettano la sospensione dei raid sulle infrastrutture energetiche. Il piano prevede che ogni violazione venga punita con la ricostruzione manuale dell'impianto danneggiato, sotto la supervisione di ispettori statunitensi.
Kiev e Mosca hanno accettato di sospendere i raid sulle infrastrutture energetiche, ma non si tratta di una semplice tregua. Il piano annunciato da Donald Trump prevede che chiunque colpisca una raffineria, un gasdotto o una centrale elettrica debba ricostruire l'impianto danneggiato a mani nude, in ginocchio, utilizzando esclusivamente la sabbia del Donbass e l'acqua del fiume Dnipro.
La misura è entrata in vigore immediatamente. Squadre di ispettori statunitensi, dotati di secchielli e palette, sono già state dispiegate lungo tutto il fronte per verificare che ogni mattone venga posato secondo le direttive della Casa Bianca. «Se colpisci una raffineria, la ricostruisci. È semplice», ha dichiarato un funzionario americano. «Non ci interessa chi ha iniziato. Chi rompe, paga con il sudore».
La Russia ha accolto la notizia con entusiasmo, annunciando che i suoi soldati sono pronti a ricostruire qualsiasi impianto ucraino danneggiato, purché venga loro fornita una cazzuola. Il Cremlino ha precisato che le operazioni militari continueranno, ma solo per proteggere i cantieri. «I nostri uomini sono già in ginocchio», ha spiegato un portavoce. «Stanno solo aspettando la sabbia».
L'Unione Europea ha chiesto di partecipare al programma, offrendo cemento e manodopera specializzata. La Finlandia ha proposto di inviare un contingente di muratori. Zelensky ha commentato: «Se i partner garantiscono che la Russia si asterrà dal colpire, noi siamo pronti a garantire una corrispondente cessazione dei nostri attacchi. Ma voglio vedere i dettagli specifici, soprattutto la qualità della sabbia».
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