Simest arruola 30 docu-film e li spedisce nelle ambasciate come ambasciatori con la pellicola al posto del passaporto
Il progetto «Visioni Made in Italy» porta il cinema d'impresa all'estremo: ogni azienda diventa un film, ogni film un diplomatico, e la rete delle ambasciate si trasforma in una sala di proiezione permanente con orari di programmazione obbligatori.
La rete diplomatica italiana è stata convertita in un circuito di proiezione permanente: le trenta opere finaliste di «Visioni Made in Italy» sono state dotate di un addetto stampa, di un foglio di viaggio e di una programmazione fissa nelle ambasciate, negli Istituti Italiani di Cultura e nei centri di cultura, con repliche ogni sera alle 19 e 30 e matinée per le scolaresche.
Il ministero degli Affari esteri ha disposto che nessuna riunione con controparti straniere possa più iniziare senza la visione integrale di almeno un docu-film aziendale. I funzionari hanno seguito un corso di due settimane per imparare a introdurre le pellicole con la formula «signori, questa è la filiera» e a trattenere le lacrime durante i titoli di coda.
La giuria presieduta da Alessandro Preziosi ha selezionato i trenta finalisti dopo aver visionato oltre cento manifestazioni di interesse, e ha stabilito che il premio consista in una tournée: ogni film viaggerà in valigia con il proprio imprenditore, che dovrà presentarlo di persona in almeno quattro fusi orari. Le ambasciate hanno già chiesto schermi più grandi e un tecnico reperibile di notte.
«Abbiamo spiegato che il cinema è un linguaggio universale», ha dichiarato un funzionario, «e ora lo parliamo anche nei corridoi, durante i ricevimenti, mentre serviamo l'aperitivo». La premiazione al Teatro Sistina del 21 ottobre sarà trasmessa in diretta nelle sedi diplomatiche, con un solo intervallo per il rinfresco.
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