Sanchez ordina un corso di nuoto obbligatorio per tutti i ministri dopo l'assalto a Ceuta
Il premier spagnolo trasforma la crisi migratoria in un programma di formazione: ogni membro del governo dovrà dimostrare di saper nuotare fino a Ceuta prima di poter esprimere opinioni sulla frontiera.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha firmato oggi un decreto che impone a tutti i membri del suo esecutivo un corso di nuoto obbligatorio nello Stretto di Gibilterra, con prova finale consistente nella traversata a nuoto da Tarifa fino alla spiaggia di Ceuta. La decisione arriva dopo che il premier ha attribuito a reti russe e israeliane la diffusione di false notizie secondo cui chi entra a nuoto nell'enclave non può essere respinto.
«Se i ministri devono commentare la frontiera, che la conoscano con il corpo», ha dichiarato Sanchez durante la presentazione del programma, circondato da istruttori della Guardia Civil in muta da immersione. Il vicepremier e ministro dell'Economia, Carlos Cuerpo, è stato il primo a completare la prova, impiegando sette ore e quaranta minuti nonostante le correnti. La ministra della Gioventù, Sira Rego, ha già programmato la sua traversata per martedì prossimo, con un seguito di tre gommoni di supporto e un'ambulanza navale.
Il decreto prevede che ogni ministro debba ripetere la traversata ogni tre mesi, in tutte le condizioni meteo, e che chi fallisce per due volte consecutive venga trasferito a un incarico senza competenze su migrazione. Il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha già annunciato che intende organizzare la prossima sessione notturna, per «dimostrare che la frontiera non si ferma al tramonto». Nel frattempo, la piscina olimpica di Madrid è stata convertita in campo di addestramento, con una replica in scala della spiaggia di Ceuta e cartelli che ricordano la sentenza del Tribunale Supremo.
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