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Salis: pignorato il conto, l'ufficio postale di Bruxelles requisisce anche i gettoni del distributore

Dopo la condanna a risarcire due ex collaboratori, l'eurodeputata di Avs si vede pignorare il conto corrente. Ma la procedura si estende a ogni bene mobile: dai gettoni del caffè alle matite del Parlamento europeo.

Ilaria Salis

BRUXELLES — Il pignoramento presso terzi del conto corrente di Ilaria Salis, disposto per il mancato pagamento di circa 7mila euro di spese legali, si è trasformato in un'operazione di recupero crediti senza precedenti, che ha svuotato non solo il conto dell'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, ma anche la sua scrivania, la sua borsa e la tasca del cappotto.

Secondo una nota diffusa dall'ufficio postale del Parlamento europeo, gli incaricati hanno provveduto a requisire i gettoni del distributore automatico, tre matite, una spillatrice e un pacchetto di fazzoletti di carta, il tutto inventariato come «pertinenze del mandato parlamentare». La procedura, spiegano, è stata resa necessaria dal fatto che il conto corrente non conteneva la somma richiesta, essendo stato nel frattempo svuotato da un prelievo automatico di 7mila euro eseguito dalla banca stessa per ordine del tribunale.

«Non è un accanimento», ha dichiarato un funzionario dell'amministrazione parlamentare, «è che il regolamento prevede il recupero anche in natura. Se il conto è vuoto, si prendono le matite. Se le matite non bastano, si passa alla carta igienica dei bagni dell'ala Spinelli». La misura ha costretto l'eurodeputata a presentarsi in aula con una penna biro personale, suscitando la solidarietà dei colleghi, che hanno offerto un caffè alla macchinetta, salvo scoprire che anche quella era stata pignorata.

Nelle prossime settimane è previsto l'appello, ma nel frattempo il tribunale ha disposto che ogni nuovo accredito dello stipendio venga convertito in buoni pasto da consumare esclusivamente nella mensa del Parlamento, con l'obbligo di restituire il resto in monetine da 1 centesimo.

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