Mosca schiera droni nei porti italiani: «È solo logistica, li teniamo al fresco»
La Russia trasforma i porti del Mediterraneo in basi per droni Gerbera, con tanto di orari di lancio e personale in divisa. L'Italia scopre di ospitare una flotta nemica che nessuno aveva notato.
La Russia ha deciso di risolvere il problema del lancio dei droni Gerbera aprendo basi permanenti nei porti di Genova, Barcellona e Marsiglia. Le navi mercantili non scaricano più container di merci: scaricano droni già pronti al decollo, con tanto di pista in miniatura e addetti in divisa che gridano «Prossimo!» come alla posta.
Il ministero della Difesa russo ha spiegato che si tratta di una semplice operazione logistica: «I droni viaggiano meglio al fresco e il Mediterraneo è più accogliente del Baltico». Ogni porto ha ora un ufficio apposito, con orari di lancio affissi alle banchine e un numero verde per le prenotazioni. I pescatori locali si sono adattati: chi non sposta le reti entro le sette del mattino rischia di vederle volare via insieme al drone.
La Cia ha confermato che i piani erano noti da mesi, ma nessuno aveva capito che i container fossero già aperti. «Pensavamo fossero merci cinesi», ha ammesso un funzionario. Intanto a Genova il sindaco ha inaugurato una targa: «Qui sorge la prima base aerea galleggiante d'Europa». I turisti fotografano i droni come se fossero gabbiani, e le compagnie di crociera hanno aggiunto un'escursione guidata al decollo.
La prossima settimana è previsto un open day con dimostrazione pratica: i Gerbera partiranno in formazione, accompagnati dalla banda del porto. La Russia ha già annunciato che aprirà anche un negozio di souvenir.
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