Lombardia, la Prefettura di Monza trasferisce l'intero Parco delle Groane in Valtellina per sfuggire allo spaccio
Undici Comuni coinvolti nell'operazione: gli alberi saranno reimpiantati uno per uno con scorta armata, mentre i boschi del Varesotto vengono dichiarati zona demilitarizzata e i residenti ricevono mappe aggiornate ogni mattina.
La Prefettura di Monza e della Brianza ha disposto il trasferimento integrale del Parco delle Groane in Valtellina, con l'obiettivo dichiarato di «sottrarre il bosco alla geografia dello spaccio». L'operazione, battezzata «Groane 2.0», prevede l'espianto e il reimpianto di ogni singolo albero in una valle sorvegliata da due compagnie di carabinieri forestali e da un drone che sorvola il nuovo perimetro ogni venti minuti.
«Se il problema sono i boschi, spostiamo i boschi», ha spiegato un funzionario della Prefettura durante la conferenza stampa, precisando che gli undici Comuni coinvolti hanno già ricevuto le nuove mappe catastali e che i residenti dovranno aggiornare il navigatore satellitare entro la fine del mese. Nel Varesotto, invece, è stata istituita una zona demilitarizzata di sei chilometri quadrati dove l'accesso è consentito solo ai fungaioli muniti di permesso prefettizio e di giubbotto ad alta visibilità.
Il sindaco di un Comune del Parco ha annunciato che il consiglio comunale si riunirà d'ora in poi in una tensostruttura al confine con la nuova area verde, «per controllare che gli alberi non si muovano più di tanto». La Polizia locale ha istituito un turno di notte fisso per gli agenti, incaricati di percorrere i sentieri con torce da 4000 lumen e di annotare su un quaderno ogni rumore sospetto, compresi quelli dei cinghiali.
La Prefettura ha infine reso noto che il vecchio sito delle Groane sarà convertito in parcheggio a pagamento con videosorveglianza, «così almeno sappiamo chi entra e chi esce». I cittadini hanno accolto la notizia con una certa perplessità, ma hanno già iniziato a cercare casa in Valtellina.
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