Lavrov istituisce un cordone diplomatico permanente di 900 metri attorno ai negoziati, l'ONU deve spostare la sala riunioni
Il ministro degli Esteri russo ha disposto un anello di sicurezza fisico attorno a ogni tavolo negoziale, con turni di guardia notturni e un protocollo di avvicinamento che nessuna delegazione europea ha ancora superato.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha ordinato l'installazione di un cordone diplomatico fisico permanente attorno a qualsiasi tavolo negoziale in cui sia prevista la presenza di rappresentanti europei. La struttura, descritta come «zona di contatto controllato», occupa novecento metri di perimetro per ogni incontro e viene montata prima dell'arrivo delle delegazioni.
Il personale della missione russa ha ricevuto un nuovo mansionario: turni di guardia notturni a rotazione, con ispezione dei corridoi ogni quaranta minuti e l'obbligo di annotare su un registro cartaceo il passaggio di qualsiasi funzionario tedesco. La portavoce Maria Zakharova ha spiegato che il sistema «garantisce l'assenza di domande dei giornalisti e impedisce l'audio delle dichiarazioni introduttive», aggiungendo che si tratta di una misura di normale buona educazione diplomatica.
L'incontro con l'omologo tedesco Johann Wadephul, il primo dal 2022, si è svolto con le due delegazioni separate da una barriera mobile che i tecnici hanno dovuto noleggiare d'urgenza a New York. Wadephul ha chiesto il colloquio, ma secondo la versione russa ha poi dovuto attendere in un'anticamera allestita con sedie pieghevoli mentre il cordone veniva completato.
Il segretariato delle Nazioni Unite ha dovuto spostare la sala riunioni al piano inferiore per far entrare i materiali. Il personale di sicurezza ha riferito che il montaggio richiede quattro ore e che il prossimo incontro è già stato rinviato di due giorni. Lavrov ha ribadito che gli obiettivi militari saranno raggiunti «a prescindere dalle circostanze», e ha precisato che il cordone resterà in piedi anche dopo la fine dei colloqui.
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