La Tunisia nomina l'olio d'oliva ambasciatore permanente in Italia con valigia diplomatica da 3,4 miliardi di dinari
Il governo tunisino ha conferito all'olio d'oliva lo status di ambasciatore straordinario e plenipotenziario presso la Repubblica Italiana, con tanto di passaporto diplomatico, scorta e un carico di 3,4 miliardi di dinari da consegnare in un'unica, gigantesca valigia.
Il governo tunisino ha conferito all'olio d'oliva nazionale lo status ufficiale di ambasciatore straordinario e plenipotenziario presso la Repubblica Italiana, nominando una commissione di 40 funzionari del ministero del Commercio con il compito di accompagnare la prima spedizione diplomatica: 180 mila tonnellate di prodotto, caricate su una nave portacontainer ribattezzata «Nave Ambasciatrice» e scortate da due motovedette della guardia costiera fino al porto di Genova.
La cerimonia di insediamento si è svolta domenica nel porto di Tunisi, dove il ministro dell'Agricoltura ha consegnato al comandante della nave un passaporto diplomatico con la foto di una bottiglia d'olio extravergine e la dicitura «missione speciale: consolidare il secondo mercato di sbocco». Il carico, del valore di 3,4 miliardi di dinari, viaggia in 12 mila casse di legno di cedro, ognuna sigillata con ceralacca rossa e accompagnata da una lettera di credito che autorizza lo sbarco senza controlli doganali.
«L'olio non parla, non firma e non negozia, ma la sua presenza fisica nelle tavole italiane è il nostro miglior discorso diplomatico», ha dichiarato il portavoce del ministero, annunciando che ogni ambasciata tunisina in Europa sarà dotata entro dicembre di una scorta permanente di 500 litri di olio da esporre nelle sale di rappresentanza. Nel frattempo, la pesca nazionale ha chiesto di essere aggregata alla missione: 14 mila tonnellate di prodotto ittico attendono in banchina di salire sulla prossima nave diplomatica, prevista in partenza per marzo con destinazione Roma.
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