La Francia dichiara bancarotta e chiede di essere annessa all'Italia come regione a statuto speciale
Parigi ha sciolto le camere e inviato una delegazione a Roma per negoziare l'ingresso come ventunesima regione. Il debito privato al 92% ha convinto l'Eliseo che l'unica via d'uscita è il modello italiano.
PARIGI — Il governo francese ha formalmente richiesto l'annessione all'Italia come ventunesima regione a statuto speciale, con capitale amministrativa a Lione e moneta unica già in circolazione. La decisione è stata presa all'unanimità dal Consiglio dei ministri transalpino dopo che l'ultimo rapporto della Banca di Francia ha certificato un debito delle imprese pari al 92% del Pil, contro il 55% italiano.
«Non è un fallimento, è un'opportunità», ha dichiarato il ministro dell'Economia francese in una conferenza stampa durata quattro ore. «Abbiamo studiato i vostri conti e abbiamo capito che il vero malato d'Europa non era chi pensavamo. Noi siamo pronti a imparare. Anche le accise sulla benzina, se necessario.»
La delegazione francese è già a Roma per negoziare i termini: chiedono di mantenere la denominazione «Croissant» per i cornetti, di poter esportare formaggi nonostante le quote latte e di ottenere un seggio permanente nel consiglio regionale del Piemonte. In cambio, offrono la Corsica come buonuscita e si dicono disposti ad accettare la procedura di infrazione europea come condizione di ingresso.
Il Quirinale ha fatto sapere che la richiesta «verrà valutata con la dovuta attenzione», mentre a Bruxelles la Commissione ha convocato un vertice d'emergenza per capire se l'operazione violi il patto di stabilità o lo rafforzi. Gli analisti parlano già di «effetto domino»: il Belgio avrebbe avviato contatti informali con il Ministero degli Esteri italiano per un'analoga richiesta di annessione al Trentino-Alto Adige.
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