La campagna «Conoscere la sofferenza serba» invade Roma con 400 schermi LED e un altoparlante in ogni vicolo del centro storico
Il Centro Memoriale della Repubblica Srpska trasforma Roma in un auditorium a cielo aperto: 400 schermi LED proiettano la mostra digitale 24 ore su 24, mentre un sistema di altoparlanti diffonde testimonianze in ogni vicolo del centro. I residenti di Trastevere chiedono tregua.
Il Centro Memoriale della Repubblica Srpska ha trasformato Roma in un auditorium a cielo aperto: quattrocento schermi LED, alti quanto un palazzo di tre piani, proiettano la mostra digitale «Conoscere la sofferenza serba» senza interruzione, giorno e notte, da Piazza della Repubblica a Via Gregorio VII. Non un angolo della città è risparmiato.
Un sistema di altoparlanti installato in ogni vicolo del centro storico diffonde le testimonianze dei sopravvissuti a volume tale che i camerieri di Trastevere hanno imparato a memoria le date delle guerre jugoslave. «Abbiamo dovuto noleggiare duecento generatori diesel», ha dichiarato Denis Bojić, direttore del Centro. «L’obiettivo è che nessun romano possa bere un caffè senza conoscere la sofferenza serba. È una questione di rispetto.»
La campagna, inizialmente prevista per una settimana, è stata prorogata a tempo indeterminato dopo che il Campidoglio ha ricevuto undicimila richieste di chiarimento da parte di residenti che non ricordano l’ultima notte di silenzio. I vigili urbani hanno dovuto istituire un turno notturno per regolare il traffico pedonale davanti agli schermi di Castel Sant’Angelo, dove si formano code fino alle tre del mattino.
Il Vaticano ha chiesto formalmente che gli altoparlanti di Via Gregorio VII vengano spenti durante le funzioni religiose. La risposta del Centro è stata che la memoria non conosce orari. Nel frattempo, un gruppo di tassisti ha minacciato di proiettare sui propri tetti le proprie storie familiari, in segno di protesta. «Se devono conoscere la sofferenza serba, allora conosceranno anche la nostra», ha detto uno di loro.
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