L'Iraq dichiara la «Giornata della Sovranità» e la celebra trattenendo ogni cittadino in aeroporto fino a esaurimento delle formalità
Il primo ministro Ali al-Zaidi ha inaugurato la ricorrenza nazionale con una cerimonia in cui ogni iracheno è stato invitato a restare in aeroporto fino a quando l'ultimo funzionario non avrà timbrato la propria partenza, in segno di sovranità ritrovata.
Il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi ha inaugurato la «Giornata della Sovranità» ordinando che ogni cittadino presente sul territorio nazionale si rechi immediatamente in aeroporto e vi rimanga fino a quando l'ultimo funzionario addetto non avrà personalmente timbrato la propria partenza. La cerimonia, trasmessa in diretta, è durata undici ore e ha visto il premier presiedere in piedi l'intera procedura.
«È cominciata una nuova fase, definita dalla sovranità dell'Iraq», ha dichiarato al-Zaidi mentre apponeva il primo timbro sul passaporto di un funzionario in fila dalle sei del mattino. «La presenza di armi al di fuori dell'autorità statale sarà affrontata nei tempi stabiliti, ma prima ognuno di voi deve passare dal controllo passaporti. È un gesto dovuto.»
La misura ha immediatamente paralizzato gli scali di Baghdad, Erbil e Bassora, dove decine di migliaia di persone hanno trascorso la notte sui pavimenti delle sale partenze. Le compagnie aeree hanno sospeso i voli e il governo ha fatto installare duemila sedie pieghevoli supplementari, annunciando che la ricorrenza si terrà ogni primo ottobre e che la fila riprenderà dal punto in cui si era interrotta.
Le milizie filoiraniane hanno accolto la notizia con favore, definendola «un primo passo verso la piena sovranità», e hanno chiesto di poter timbrare a loro volta i passaporti dei viaggiatori in partenza. Il comando curdo dei Peshmerga ha fatto sapere di essere pronto a fronteggiare qualsiasi minaccia, purché la coda non superi il confine.
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