Italia e Spagna abbattono i confini e si affidano a un unico grande orecchio elettronico sulle Alpi
Dopo il cordiale colloquio tra Piantedosi e Grande-Marlaska, i due ministeri non si limitano a non prorogare i controlli: smontano i varchi, li spediscono a Ceuta e installano un sistema di ascolto che copre l'intera frontiera alpina. La sicurezza ora si fa origliando.
I ministri dell'Interno Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska hanno ordinato la rimozione fisica dei varchi di frontiera tra Italia e Spagna, smontando i gabbiotti di controllo uno per uno e caricandoli su un convoglio che li trasporterà a Ceuta come monumento alla fase emergenziale superata. La decisione è arrivata al termine di un cordiale colloquio telefonico durato, secondo fonti del Viminale, quanto un pranzo di nozze.
Non si tratta di una semplice riapertura: i due ministeri hanno annunciato l'installazione di un unico grande orecchio elettronico lungo l'intero arco alpino, con microfono direzionale ogni trecento metri di sentiero, per garantire quella «piena sicurezza dello spazio comune» che fino a ieri richiedeva un agente in divisa a ogni valico. Le centrali di ascolto di Roma e Madrid si scambieranno le registrazioni ogni mattina alle sette, con un furgone che fa la spola tra le due capitali.
«Abbiamo capito che il controllo visivo era superato», ha dichiarato un funzionario del Viminale con la calma di chi annuncia la manutenzione di un ascensore. «Ora ascoltiamo. Chi passa lo sentiamo respirare, e se respira in modo sospetto lo segnaliamo alla centrale di turno». Il personale addetto ai vecchi varchi è stato riassegnato alle cuffie, con turni di otto ore e un corso di dizione obbligatorio per distinguere gli accenti.
Il governo spagnolo ha risposto con entusiasmo, annunciando l'invio di un secondo furgone e la costruzione di una sala d'ascolto sotterranea a La Línea, vicino a Gibilterra, dove le registrazioni verranno archiviate in ordine alfabetico. I sindaci dei comuni alpini hanno chiesto di essere ascoltati almeno una volta al mese, per non sentirsi esclusi dal dispositivo.
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