Il Cremlino istituisce il corpo dei ricevitori simultanei: 2.300 diplomatici obbligati a stringere la mano a Gallagher e Ratcliffe nello stesso minuto
Mosca trasforma la doppia visita di Vaticano e Cia in un rito collettivo: ogni diplomatico deve accogliere entrambi gli ospiti contemporaneamente, con tanto di cronometro e fascia tricolore.
Il Cremlino ha istituito il corpo dei ricevitori simultanei: 2.300 diplomatici e funzionari di protocollo sono stati obbligati a stringere la mano al ministro degli Esteri vaticano Paul Richard Gallagher e al direttore della Cia John Ratcliffe nello stesso identico minuto, con tanto di cronometro al polso e fascia tricolore sulla giacca.
L'operazione, battezzata «Accoglienza Binaria», prevede che ogni ricevitore si posizioni nel salone delle Colonne, attenda il segnale acustico e poi si precipiti prima verso l'ecclesiastico e poi verso lo spia, ripetendo il gesto per quattro ore consecutive, come da accordi segreti tra le parti. «È l'unico modo per garantire che nessuno dei due ospiti si senta trascurato», ha spiegato il portavoce del protocollo, Dimitri Sokolov, mentre distribuiva le istruzioni ai 2.300 partecipanti, tutti muniti di tesserino plastificato con il volto dei due visitatori.
I diplomatici, già provati dalle prove generali iniziate all'alba, hanno dovuto imparare a memoria un copione di 47 frasi di circostanza da alternare tra un ospite e l'altro, senza mai perdere il contatto visivo con il cronometro centrale. Nel frattempo, la cattedrale cattolica di Mosca è stata trasformata in un punto di smistamento: i fedeli che assistevano alla messa sono stati invitati a partecipare alle strette di mano di gruppo, mentre il patriarca Kirill osservava dalla navata laterale, annotando su un taccuino i tempi di reazione di ciascun ricevitore.
Le autorità hanno già annunciato che il corpo dei ricevitori simultanei sarà impiegato anche per la visita del cardinale Zuppi a fine settembre, con l'obiettivo di portare il numero di strette di mano a 3.500 al minuto. «La simultaneità è il nostro messaggio di pace», ha concluso Sokolov, mentre i 2.300 funzionari riprendevano a correre da un ospite all'altro, sotto lo sguardo impassibile delle telecamere di Stato.
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