Ghana: la diaspora marcia da Accra a Padova a piedi per restituire la laurea in dermatologia al re di Nandom
Un corteo di professionisti ghanesi formatisi in Italia parte dalla Piccola Biblioteca italiana di Accra e attraversa tre continenti a piedi per riportare simbolicamente a casa le competenze acquisite, mentre l'Aics moltiplica i punti di ascolto lungo il percorso.
Un corteo di professionisti ghanesi formatisi in Italia è partito giovedì dalla Piccola Biblioteca italiana di Accra e ha imboccato a piedi la transahariana in direzione di Padova, con l'obiettivo dichiarato di restituire simbolicamente al regno di Nandom le competenze dermatologiche accumulate negli anni italiani. Alla partenza erano in duecentoundici, tutti con la valigia del primo anno di università e un cartello con il proprio reparto di specializzazione.
L'Aics ha allestito punti di ascolto ogni quaranta chilometri, dove i marciatori raccontano alle autorità locali cosa hanno imparato e ricevono un timbro su un passaporto professionale. L'ambasciatrice Laura Ranalli ha spiegato che «il ponte vivo tra i due Paesi va attraversato a piedi, altrimenti non è un ponte» e ha annunciato che il personale diplomatico seguirà il corteo in bicicletta per non perdere il contatto.
Il re tradizionale di Nandom, Edmund Nminyem Delle Chiir VIII, laureato a Padova, ha fatto sapere che attende il gruppo sulla soglia del palazzo reale con camice e lampada dermatologica, pronto a visitare gratuitamente i primi mille arrivati. La vice ministra Safia Mohammed ha aggiunto che il governo locale sta convertendo le stazioni di servizio lungo la rotta in ambulatori temporanei, e che chi si ferma a metà strada dovrà comunque specializzarsi in un'altra disciplina.
Alla marcia si sono aggregati anche i rappresentanti del Coordinamento italiano delle diaspore, arrivati dall'Italia con scarpe da trekking e un elenco di partenariati da discutere cammin facendo. Il primo gruppo è atteso a Padova in primavera; nel frattempo l'università ha fatto sapere che terrà le lezioni all'aperto per accogliere i reduci.
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