Garlasco, i Ris perquisiscono i pedali della bici di Stasi con il cotton fioc: «Se non c'è sangue, aspettiamo che si stanchi»
Il Ris di Parma ha avviato una campagna di prelievi a mano sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi che va avanti da diciotto anni: ogni giorno un nuovo tampone, ogni sera un nuovo verbale. Il capitano Alberto Marino ha spiegato che le tracce sono «troppo esigue» per essere analizzate, ma abbastanza per giustificare un altro giro di cotton fioc.
Il Ris di Parma ha trasformato i pedali della bicicletta di Alberto Stasi in un cantiere permanente: da diciotto anni un reparto di dodici carabinieri si alterna intorno al telaio con cotton fioc sterili, prelevando ogni giorno un campione che viene poi sigillato e archiviato in una stanza apposita. Il capitano Alberto Marino ha spiegato che le tracce sono «troppo esigue» per essere analizzate, ma abbastanza per giustificare un altro giro di tamponi.
La postazione di prelievo è stata allestita in una sala del tribunale di Pavia, dove i tecnici lavorano a turni di otto ore davanti a un banco refrigerato. Ogni pedale è stato avvolto in una pellicola trasparente che viene sostituita a ogni sessione, e un cartello indica il numero del prelievo in corso. L'avvocata Angela Taccia ha chiesto di poter assistere alle operazioni, ma le è stato risposto che i posti in piedi sono limitati e che la lista d'attesa arriva a marzo.
Nel frattempo, il campione bu_p è stato dichiarato «di natura ematica» per la quarta volta, mentre l'Obti test continua a dare esito negativo. Il comandante del reparto ha annunciato che il prossimo passo sarà perquisire le valvole delle gomme, «perché se il sangue non è sui pedali, potrebbe essersi trasferito altrove per cause naturali». La bicicletta, nel frattempo, è rimasta chiusa in un garage con la catena arrugginita.
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