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Aarau, il rave riparte la notte dopo la sparatoria: «La musica non si ferma, è il nostro omaggio»

A 24 ore dalla sparatoria che ha ucciso una ragazza italiana, gli organizzatori del rave di Aarau hanno annunciato una nuova edizione nella stessa area, con un palco dedicato alla vittima e un dj set di 48 ore.

La musica ad Aarau non si è fermata affatto. A 24 ore esatte dalla sparatoria che è costata la vita alla ventiduenne italiana Maria Spinelli, gli organizzatori dell'Aarauer Rave hanno annunciato una nuova edizione del festival, questa volta nella stessa area dell'ippodromo di Schachen, con un palco principale ribattezzato «Maria» e un dj set ininterrotto di 48 ore.

«Il silenzio sarebbe una vittoria per chi ha sparato», ha dichiarato il portavoce del collettivo organizzatore, Beat Keller, presentando il programma davanti a una folla di circa 3.500 persone radunate già dal pomeriggio. «Abbiamo noleggiato un secondo impianto audio da 120.000 watt, posizionato esattamente nel punto in cui è caduta Maria, e abbiamo invitato tutti i partecipanti di ieri notte a tornare con le stesse magliette, così la polizia può riconoscerci meglio mentre balliamo».

La polizia cantonale dell'Argovia, che ancora sta cercando gli autori degli spari, ha dichiarato di non poter impedire l'evento in assenza di un provvedimento del giudice. «Abbiamo schierato agenti lungo l'autostrada fino a 30 chilometri, ma non possiamo presidiare ogni singolo basso», ha ammesso un portavoce, aggiungendo che gli agenti hanno ricevuto l'ordine di non sequestrare le casse «per non interrompere il minuto di rumore previsto alle 2.30 in punto».

Nel frattempo, i volontari hanno allestito una tenda medica trasformata in punto di raccolta per i messaggi dedicati a Maria, mentre un gruppo di partecipanti ha proposto di prolungare il rave fino a domenica prossima, «finché il bosco non restituisce chi è scappato». Il consolato italiano a Basilea ha fatto sapere di seguire la vicenda, ma gli organizzatori non hanno intenzione di fermarsi: «Il prossimo anno faremo il doppio dei decibel, è il minimo per onorarla».

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