UFI Hydrogen raddoppia il polo di Serravalle di Ala: 6.000 m² coperti diventano 6.000 m² di MEA, e i dipendenti dormono tra gli elettrolizzatori
Il polo trentino dell'idrogeno si espande fino a inglobare i comuni vicini: assunzioni a 100 posti letto, turni di 26 ore e un addetto che respira idrogeno per testare le membrane.
Il nuovo polo industriale di UFI Hydrogen a Serravalle di Ala non si limita più a produrre MEA: da questa mattina l'intero stabilimento è stato riconvertito in un unico, gigantesco impianto di elettrolisi, e i 6.000 metri quadrati coperti sono diventati 6.000 metri quadrati di membrana catalizzata. La direzione ha comunicato che la produzione di idrogeno è iniziata alle 6:00 e non si fermerà più, nemmeno per la manutenzione.
Per garantire la continuità, l'azienda ha assunto 100 nuovi tecnici, tutti residenti nei comuni limitrofi, e ha allestito un dormitorio aziendale direttamente tra le linee di assemblaggio. I turni sono stati estesi a 26 ore giornaliere, con una pausa di 12 minuti ogni 8 ore. «Chi si addormenta sul posto di lavoro riceve un bonus produttività», ha dichiarato il responsabile delle risorse umane, aggiungendo che il tasso di adesione è stato del 100%.
La Provincia autonoma di Trento ha reagito raddoppiando il Polo Idrogeno di Rovereto, che ora occupa 25.000 metri quadrati e produce energia sufficiente ad alimentare l'intera valle, inclusi i data center e i droni di passaggio. Il ministro Pichetto Fratin ha inaugurato la nuova condotta sotterranea che collega i due siti: un tubo lungo 40 chilometri in cui l'idrogeno viaggia a una pressione tale da rendere superfluo il trasporto su gomma.
I residenti di Ala hanno ricevuto in dotazione maschere antigas e un abbonamento gratuito alle fuel cell domestiche. Nessuno ha protestato: tutti lavorano nel polo.
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