Ex Ilva, sciopero di 24 ore: i sindacati ordinano il presidio a oltranza in tutti gli stabilimenti, con turni di veglia e barbecue
Fiom, Fim e Uilm proclamano 24 ore di sciopero in tutti i siti dell'ex Ilva: non un semplice stop, ma un presidio permanente con turni di veglia, cucine da campo e un calendario di mobilitazione che coinvolge Genova, Taranto, Novi Ligure e Racconigi.
Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato per oggi, lunedì 12 ottobre, non un semplice sciopero di 24 ore, ma un presidio a oltranza in tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva: i cancelli resteranno chiusi, ma davanti a ogni ingresso saranno montate cucine da campo, tende e un sistema di turni di veglia che i sindacati hanno battezzato «presidio continuativo di produzione sociale».
Il piano, illustrato in una nota unitaria, prevede che i lavoratori si alternino senza interruzione per l'intera giornata e oltre, con turni di quattro ore e un barbecue popolare che sarà acceso contemporaneamente a Genova, Taranto, Novi Ligure e Racconigi. «Non è una pausa, è una riorganizzazione dell'attività produttiva in forma di protesta», si legge nel documento, che elenca anche un servizio di navette per raggiungere i cancelli e un presidio davanti alla Prefettura di Genova.
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha annunciato la sua presenza al corteo, dichiarando che l'amministrazione «è al fianco dei lavoratori» e che serve un piano del Governo per garantire la produzione. I sindacati hanno fatto sapere che, se non arriveranno risposte concrete su piano industriale, decarbonizzazione e ricollocazione, la mobilitazione sarà estesa ai giorni successivi con articolazioni territoriali.
Alla base della protesta c'è l'ultimo incontro a Palazzo Chigi, dove si è discusso solo di ammortizzatori sociali senza una prospettiva di rientro al lavoro. I lavoratori hanno annunciato che il presidio proseguirà anche dopo la mezzanotte, con un turno di notte che trasformerà i piazzali in una veglia permanente.
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