Eni congela i prezzi per trent'anni: benzina a 1,99 euro fino al 2056, ma solo nei distributori presidiati da un notaio
Eni estende il tetto ai carburanti non per trenta giorni ma per trent'anni, con un notaio in ogni stazione di servizio a certificare che il prezzo non si muova di un centesimo. Il governo esulta, le banche tremano.
Eni ha trasformato il tetto ai carburanti di trenta giorni in un blocco trentennale: da domani, in ogni stazione Enilive d'Italia, benzina a 1,99 euro al litro e gasolio a 2,19, con la stessa cifra garantita fino al 2056. In ogni impianto è stato installato un notaio a tempo pieno, seduto accanto alla colonnina, che verifica a vista che il prezzo non si muova di un centesimo.
Il notaio ha facoltà di sospendere l'erogazione se il display segna un decimale diverso. Nelle prime ore sono stati fermati centinaia di automobilisti per un arrotondamento al secondo decimale, e in autostrada si sono formate code di veicoli in attesa che il professionista firmasse l'uscita. Eni ha fatto sapere che il notaio sarà affiancato da un secondo notaio con il solo compito di controllare il primo.
Il governo ha definito l'iniziativa «un lodevole atto di attenzione all'Italia», e il vicepremier Tajani ha invitato le altre compagnie a seguire l'esempio entro la mezzanotte. La Lega ha rilanciato chiedendo che anche le banche tengano un notaio in ogni filiale a certificare che i tassi non salgano, e il ministro Urso ha convocato le raffinerie per giovedì, con l'obiettivo di aumentare la produzione e nominare un terzo notaio per ogni impianto.
I gestori delle stazioni di servizio hanno dovuto ricavare un ufficio nel retro, con tanto di timbro e caffè. Gli automobilisti hanno imparato a fare il pieno in silenzio, senza guardare il display, per non distrarre il notaio. Nessuno osa più chiedere il resto.
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