Dieci euro alla settimana: la Generazione Z svuota le banche e le riempie di ETF, un versamento alla volta
Migliaia di under 30 hanno trasformato il risparmio in una routine settimanale compulsiva: dieci euro ogni lunedì, prelevati in contanti e reinvestiti in ETF tramite app. Le filiali bancarie restano vuote, i consulenti non hanno più clienti, e il meccanismo dell'interesse composto è diventato una religione laica con tanto di calendario condiviso.
Dieci euro alla settimana. Non un euro in più, non un euro in meno. È la cifra che migliaia di under 30 stanno versando ogni lunedì mattina, in contanti, direttamente nelle casse di una piattaforma di investimento online che ha dovuto assumere personale solo per contare le banconote da cinque e da dieci. Il meccanismo è semplice: si preleva allo sportello, si deposita sull'app, si acquista una quota di ETF. Ogni settimana. Senza saltarne una.
Le filiali bancarie di mezza Italia hanno registrato un crollo delle giacenze sui conti correnti giovanili, mentre i consulenti finanziari riferiscono di non riuscire più a fissare un appuntamento con nessuno sotto i trent'anni. «Ci dicono che non hanno tempo, che devono fare il versamento settimanale», racconta il direttore di una banca del Nord. «Uno di loro si è presentato con una sveglia impostata alle 7:00 del lunedì, per non dimenticare. La tiene in tasca tutto il giorno.»
Nelle università sono nati gruppi di studio dedicati esclusivamente al dollar cost averaging. Gli studenti si riuniscono all'alba per confrontare i prezzi medi di carico, e chi salta un versamento viene segnalato su una bacheca pubblica. Le app di investimento hanno introdotto un promemoria sonoro che suona ogni lunedì alle 7:00 in punto, e molti giovani lo tengono attivo anche di notte, per abitudine.
Il risultato, a distanza di mesi, è che interi quartieri hanno visto sparire i bancomat: le banche li hanno rimossi perché i prelievi settimanali da dieci euro li svuotavano in poche ore. Al loro posto sono comparsi distributori automatici di quote ETF, installati accanto alle fermate dell'autobus. La Generazione Z li usa con la stessa disinvoltura con cui i loro genitori usavano il libretto postale.
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