Antinori sposta l'intera cantina di Cortona in una cattedrale di botti per sfuggire ai ladri
Dopo il maxi furto di 30mila bottiglie, l'azienda trasferisce la produzione in un complesso fortificato con un sistema di tracciamento che segue ogni singolo tappo via satellite.
La Marchesi Antinori ha avviato il trasloco notturno dell'intero stabilimento di Cortona verso un complesso fortificato costruito in tre settimane, con una cattedrale di botti alta quanto un campanile e un sistema di tracciamento che segue ogni singolo tappo via satellite. L'operazione, battezzata «Progetto Tignanello», prevede che nessuna bottiglia tocchi più l'asfalto: i furgoni entrano in un tunnel sotterraneo e scaricano direttamente nelle viscere della nuova fortezza.
«Abbiamo capito che due camion non possono semplicemente scomparire, quindi abbiamo deciso di non farli più partire», ha dichiarato l'amministratore delegato Renzo Cotarella. «Ogni bottiglia avrà un codice, un chip e un addetto che la segue a vista. Se qualcuno prova a spostarla di un metro, scatta l'allarme e arriva un drone con il megafono». Il personale è stato riorganizzato in turni di ronda notturna con torce e cani addestrati a fiutare il Solaia.
Il Comune di Cortona ha dovuto deviare il traffico per consentire il passaggio dei convogli, mentre i collezionisti di mezzo mondo hanno ricevuto una lettera che li invita a diffidare di qualsiasi offerta di Supertuscan 2023 a prezzi stracciati. «Se vi propongono un Tignanello a metà prezzo, chiamateci subito», si legge nella comunicazione. «Potrebbe essere il nostro, e ci manca». La nuova cantina-fortezza sarà inaugurata con una cerimonia in cui le bottiglie sfileranno una per una davanti alla direzione.
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