Villa Verdi dichiarata «zona sacra»: chi entra deve indossare marsina e cilindro, turni di veglia notturna per i custodi
Il ministro Giuli trasforma la casa del Cigno in un presidio permanente: visitatori in abito da concerto, guardie in livrea verdiana e un pellegrinaggio a piedi da Busseto con tappe musicali forzate.
La Villa Verdi di Sant'Agata è stata ufficialmente dichiarata «zona sacra a frequentazione obbligatoria in abito da concerto»: da lunedì chiunque varchi il cancello deve indossare marsina, cilindro e cravatta bianca, pena l'ascolto integrale del Nabucco in piedi nel cortile.
Il ministro Giuli ha annunciato lo stanziamento di circa venti milioni di euro, ma ha precisato che la cifra servirà quasi interamente ad acquistare tremila marsine, duemila cilindri e un numero imprecisato di sparartiti per il coro del «Va, pensiero», che ora accompagna ogni visita guidata.
I custodi sono stati arruolati in un corpo speciale, la «Guardia Verdiana», con turni di veglia notturna davanti al pianoforte del Maestro: due ore a testa, in silenzio, con obbligo di inchino ogni volta che l'orologio segna le tre.
Il sindaco di Busseto ha ordinato la rimozione dei marciapiedi per consentire il passaggio del pellegrinaggio a piedi che, ogni domenica, parte dalla piazza e raggiunge la villa cantando Rigoletto a memoria.
I residenti hanno dovuto riconsegnare le auto e adottare carrozze a due ruote; le scuole hanno inserito l'obbligo di Falstaff come materia di educazione civica. Nessuno ha ancora spiegato dove porterà tutto questo, ma la marsina è già arrivata.
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