Verdi eseguito senza interruzioni per 72 ore: cantanti in turni di sei ore, il pubblico entra solo se regge l'intera maratona
Alla Sala Baldini di Roma un festival verdiano non stop: le arie si susseguono senza pausa per tre giorni, i soprani si alternano come equipaggi, il maestro Angelozzi suona con la mano fasciata. Ingresso a 15 euro, ma si esce solo alla fine.
Alla Sala Baldini di Roma è iniziata ieri una maratona verdiana che non prevede pause: le arie d'opera si susseguono senza interruzione da settantadue ore, con cantanti schierati in turni di sei ore come equipaggi di una nave. Il maestro Maurizio Angelozzi suona il pianoforte con la mano destra fasciata e la sinistra libera, mentre il soprano Daniela Barbara presta la voce alle eroine verdiane a ciclo continuo, senza sedersi.
L'organizzazione, curata dall'associazione Oasi Culturali, ha allestito tre sale di riposo con brandine e una cucina che serve solo brodo caldo. Il pubblico entra a 15 euro ma può uscire soltanto al termine delle settantadue ore: chi si alza prima deve restituire il programma e riscrivere a mano il libretto «Deh perdona» come punizione. La funzionaria regionale Laura D'Acunto assiste in prima fila dall'inizio e non ha ancora concesso interviste.
La lettura delle pagine di Monica Vincenzi e Luigi Casa è affidata a un sistema di altoparlanti che diffonde la voce in corridoio, così anche chi è in bagno non perde una battuta. I vicini di piazza di Campitelli hanno chiesto di poter chiudere le finestre con doppi vetri, ma il comune ha risposto che l'opera lirica non si ferma per il riposo altrui. Al terzo giorno è previsto un finale collettivo con tutte le eroine in scena contemporaneamente.
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