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Cultura

Sgarbi si fa sostituire da un ologramma ai vernissage: la figlia Evelina ottiene l'affidamento del telecomando

Vittorio Sgarbi non partecipa più fisicamente agli eventi: al suo posto un ologramma in 4K recita le sue invettive. La figlia Evelina, temendo per la salute del padre, ha chiesto e ottenuto dal tribunale l'affidamento esclusivo del telecomando che controlla l'ologramma.

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi non è più lui, ma non perché sia malato: da tre settimane il critico d'arte partecipa a ogni vernissage, conferenza e puntata televisiva sotto forma di ologramma in 4K, proiettato da un dispositivo nascosto nel suo iconico foulard. La figlia Evelina, unica a possedere il codice di accesso al proiettore, ha dichiarato al tribunale di avere «paura che papà muoia» non per un malore, ma perché il suo alter ego digitale ha iniziato a fare offerte folli alle aste di Sotheby's.

«Mio padre è perfettamente vivo, ma il suo ologramma ha comprato tre Caravaggio su eBay e ha promesso una personale alla Reggia di Caserta», ha spiegato Evelina davanti ai giudici, esibendo un telecomando con un solo pulsante rosso. Il tribunale di Roma, riunitosi d'urgenza, ha accolto la sua richiesta e le ha concesso l'affidamento esclusivo del dispositivo, stabilendo che la versione digitale del critico non possa più esprimere giudizi sull'arte contemporanea senza l'approvazione scritta della figlia.

La sentenza ha scatenato un dibattito internazionale: l'Associazione dei Critici d'Arte Olografici ha chiesto l'estensione del diritto di voto alle proiezioni, mentre un professore dell'Università di Urbino ha proposto di candidare l'ologramma di Sgarbi alle prossime elezioni regionali, sostenendo che «un'immagine proiettata non può essere corrotta, non mangia, non dorme e non ha bisogno di rimborsi spese». Nel frattempo, il vero Sgarbi, rintanato nella sua casa di Montebello, ha minacciato di querelare se stesso per furto d'identità, ma l'avvocato dell'ologramma ha già fatto notare che il suo assistito non ha un corpo da perquisire né un conto in banca da pignorare.

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